Comunità Energetiche: decollano le tecnologie Smart Metering e Demand-Response.

20 Aprile 2022

Parlando di Comunità Energetiche (REC o Autoconsumo Collettivo), non si può fare a meno di allargare il focus sulla “Digital Energy”: infatti, gli impatti di questo nuovo trend (che non è solo “moda”, ma coinvolge aspetti socio-economici globali) vanno ben oltre l’impianto fotovoltaico, oltre le batterie, oltre lo Smart Building, fondendosi con le reti elettriche stesse (Smart Grid).

Mentre le risorse del sistema elettrico esistenti (trasmissione, distribuzione elettrica, punto di consegna – il POD del contatore..) si evolvono, spesso si avvicinano alla fine della loro vita utile ed in tali casi dovranno essere sostituite, in chiave prospettica le configurazioni delle nuove reti elettriche si orientano verso il potenziamento di:

  • capacità di sensing (IoT),
  • capacità di calcolo (diremmo meglio intelligenza intrinseca – vedi Edge Computing, AI – Artificial Intellingence ),
  • velocità di comunicazione (includendo il 5G, ma anche semplicemente NBIoT o LoraWan o WirelessM-Bus, o in ambienti indoor Zwave e ZigBee),
  • gestione distribuita (blockchain, o meglio BCDL).

In sostanza: le reti elettriche assomigliano sempre più alle reti di TLC

A supporto della trasformazione digitale che coinvolgerà le nuove reti elettriche, Tera ha messo a punto degli Smart Device che misurano (“leggono” il contatore fiscale, per dirla meglio) monitorano e gestiscono i flussi bidirezionali di Energia Elettrica, comunicando sia con gli inverters delle batterie (o altri sistemi di accumulo)  e del fotovoltaico, sia con piattaforme di erogazione di servizi (come i servizi delle Comunità Energetiche o delle Virtual Power Plant, servizi di rete, servizi di dispacciamento MSD UVAM).

Di seguito proviamo a descrivere come queste tecnologie sono utili per le applicazioni finali,  casi d’uso che poi impattano sulla vita e sulle abitudini degli utenti, distinguendo le tecnologie già rilasciate da Tera negli ultimi tre anni da quelle di ultimissimo rilascio.

  • Smart Metering “chain2”
  • :

“già rilasciate” – Ecosistema “Beeta”:

  • la app Beeta Premium fornisce letture contatore e un sintetico bilancio fra energia prodotta, immessa, prelevata e consumata/autoconsumata;
  • la centralina BeetaBox estende a funzionalità di Smart Home (smart plug, CO2, T e Ur, luminosità, ecc.);
  • la app BeetaGame (gamification) fornisce suggerimenti agli utenti per migliorare le proprie abitudini di consumo (in base al Design e Copyright depositati, è anche prevista una moneta virtuale non speculativa, quale elemento di stimolo all’engagement utente per una migliore consapevolezza/awareness);

“novità”:

il nuovo prodotto (Beeta) Reader, Dispositivo Utente omologato sia per chain1 che per chain2, ha le seguenti peculiarità (del tutto o parzialmente distinte da quelle di altri prodotti)

  • ha Linux a bordo e, con diversi approcci (libreria Socket.IO, middleware di configurazione con frontend, API), consente a terzi di sviluppare applicazioni, distribuendo in maniera “arbitraria” i diversi moduli costituenti la soluzione SW (parte a bordo, parte su server locale o su cloud: soluzione “orchestrabile”);
  • ha un ARM dual core A7, clock 800 MHz, RAM fino ad 32 GB ed eMMC fino a 8 GB, WIFI (+BT opzionale), Ethernet, USB (per pendrive 3G/4G/NBIoT): la possibilità di interagire con dispositivi e sistemi di terze parti è quindi molto elevata; in particolare:
  • aggiornamento da remoto in qualsiasi momento…
  • ..è possibile farci girare tool MQTT
  • tool “BlockChainDIstributedLedger” e
  • tool di AI, di terze parti;
  • ha a bordo un “supercondensatore”: se va via l’alimentazione elettrica, è in grado di funzionare per almeno 10 minuti; in tal senso segnaliamo che,

– senza backup, quando interviene un differenziale/magnetotermico il dispositivo utente smette di funzionare proprio quando dovrebbe invece inviare un alert, quantomeno perché il contatore continuerebbe a funzionare rimanendo “non monitorato”!)

– con backup a batterie Litio, non si può andare oltre -5°C / +45°C, ma spesso nei luoghi dove si installa il dispositivo utente le temperature sono fuori quel range…

  • ha a bordo anche buzzer, microfono, sensore di T, Ur, Patm … può quindi interagire in loco con l’utente e consentire analisi dati (ad es. per identificare la presenza utente – come emerge da uno studio condotto col PoliBa)  o comunque comunicare tramite WIFi, con altri sensori/attuatori, per rendere più smart le logiche di gestione;

Proprio in virtù della estrema flessibilità d’uso ed elevato grado di interoperabilità con dispositivi e SW di terze parti, questo prodotto è di particolare interesse per soluzioni innovative (che necessitano di sperimentazioni e PoC) e, comunque, ogni qual volta è fondamentale l’integrazione di funzionalità, anche nel segmento “Comunità Energetiche

  • Energy flow management (applicazioni con BESS)

“già rilasciato” – “EVBess”:

  • Il dispositivo rappresenta la tecnologia che un noto Player Energetico, quale soggetto “aggregatore”, utilizza come elemento della sua
  • UPM
  • -Unità Periferica di Monitoraggio nell’ambito delle
  • UVAM
  • distribuite (realizzate con centinaia di impianti di piccola taglia);

“novità”:

il nuovo prodotto (Beeta)MoCo, esteso in termini di funzionalità, si propone per integrazioni di sistema per gli operatori interessati alla tematica del DSM/DR: al momento sono 5 le marche di BESS (inverter batteria di piccola taglia) con il quale il MoCo è predisposto per dialogare consentendo, a fronte di ordini di dispacciamento (che devono essere gestiti da SW di terze parti), di operare concretamente le funzioni di VPP nei Servizi di Bilanciamento; MoCo ha le seguenti peculiarità (parzialmente distinte da quelle di altri prodotti):

  • ha Linux a bordo e, con diversi approcci (librerie, middleware di configurazione con frontend, API), consente a terzi di sviluppare applicazioni, distribuendo in maniera “arbitraria” moduli della soluzione SW (a bordo, su server locale o su cloud: soluzioni “orchestrabili”);
  • ha un ARM dual core A7, clock 800 MHz, RAM fino a 512 MB, eMMC fino a 32 GB, WIFI (+BT opzionale), Ethernet, due distinte RS485 (da. es. Modbus, con la possibilità di distinguere il bus per l’automazione da quello per il monitoraggio), 2 uscite OC per comandi di emergenza (ad. es. distacchi di carichi per motivi di sicurezza) la possibilità di interagire con dispositivi e sistemi di terze parti è quindi molto elevata; in particolare:
  • aggiornamento da remoto in qualsiasi momento…
  • ..è possibile farci girare tool MQTT
  • tool “BlockChainDIstributedLedger” e
  • tool di AI, (di terze parti);

 

Anche in questo caso,  proprio in virtù della estrema flessibilità d’uso ed elevato grado di interoperabilità con dispositivi e SW di terze parti, questo prodotto è di particolare interesse per soluzioni innovative (che necessitano di sperimentazioni e PoC) e, comunque, ogni qual volta è fondamentale l’integrazione di funzionalità, anche nel segmento “Comunità Energetiche con logiche attive di energy flow management , ad es. votate alla erogazione di Servizi di Rete/MSD.

 

Trattasi sempre e comunque di soluzioni “IoT edge computing” (per altro Made in Italy, non con Raspberry o simili schede a bordo, ma del tutto originali) della stessa categoria dei prodotti BeetaBox e GIoE , che hanno capacità computazionali ancora maggiori e sono stati usati con circa 80 tipi di dispositivi di diversi protocolli , tutti disponibili a mercato, di terze parti.

Su questi importanti temi Tera si avvale di preziose collaborazioni tecnico-scientifiche, come quella con il Politecnico di Bari.

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🔌 Dalla Digital Energy all’Edge Computing: l’evoluzione intelligente della rete energetica

Nel panorama dell’energia connessa e decentralizzata, anche gli strumenti più tradizionali si stanno trasformando. Oggi, i contatori fiscali non sono più semplici strumenti di misura, ma nodi intelligenti all’interno di un ecosistema energetico in continua evoluzione. Grazie all’integrazione con dispositivi edge, come le nostre Beeta Reader, è possibile raccogliere, elaborare e valorizzare i dati energetici direttamente nel punto in cui vengono generati, garantendo una risposta più rapida, una gestione autonoma e un maggiore controllo locale delle risorse. Questo approccio consente agli utenti – privati, aziende o comunità – di prendere decisioni più informate e ottimizzare in modo proattivo i propri consumi e la produzione di energia. Questa evoluzione apre scenari inediti per la gestione dinamica dei flussi energetici, in cui il dato diventa non solo uno strumento di monitoraggio, ma un fattore abilitante per l’ottimizzazione locale e in tempo reale dei consumi e delle produzioni. 📡 In questo contesto, le CER – Comunità Energetiche Rinnovabili e i VPP – Virtual Power Plant trovano la loro base tecnologica. La possibilità di monitorare puntualmente i prelievi e le immissioni energetiche, aggregare in modo flessibile le risorse distribuite, e reagire in tempi rapidi alle condizioni della rete, rappresenta una nuova frontiera per l’efficienza, la sostenibilità e l’autonomia energetica. Quello che fino a pochi anni fa sembrava futuristico è oggi realtà, grazie alla convergenza tra digital energy, edge computing e intelligenza artificiale. Tera continua a investire nella ricerca e sviluppo di piattaforme edge-cloud capaci di interfacciarsi con i contatori esistenti, elaborare dati in locale e contribuire a costruire una rete sempre più resiliente, trasparente e partecipativa. 🔍 Ne parla il nostro CEO, Antonio Sacchetti, in un approfondimento pubblicato a pagg. 36-37 della rivista digitale Smart Building Italia, disponibile al seguente link: 👉

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Tera Srl, cosa fa l’azienda pugliese attiva tra IoT, energia e smart building

Non tutte le imprese tecnologiche finiscono sotto i riflettori. Alcune lavorano in una zona meno vistosa, ma molto concreta: quella dei dati, dei consumi energetici, degli edifici intelligenti e dei dispositivi capaci di mettere in comunicazione impianti diversi. Tera Srl, azienda nata a Conversano, in provincia di Bari, si muove proprio in questo spazio. La sua storia parte nel 2007 e racconta il percorso di una PMI innovativa costruita attorno a competenze tecniche precise: informatica, elettronica, energia, sensoristica e sviluppo di sistemi IoT. Un insieme di settori che oggi si incrociano sempre più spesso, soprattutto quando si parla di efficienza, monitoraggio ambientale e gestione intelligente degli edifici. Un’azienda che lavora sui dati prima ancora che sugli impianti Il punto centrale dell’attività di Tera non è semplicemente installare dispositivi o proporre strumenti digitali. Il tema, piuttosto, è rendere leggibili sistemi che spesso producono informazioni senza che nessuno le raccolga davvero . Un edificio, un impianto industriale, una rete energetica o una scuola generano continuamente dati: consumi elettrici, temperatura, umidità, livelli di CO2, produzione da fotovoltaico, funzionamento delle macchine, anomalie, picchi di carico. Presi singolarmente, questi numeri possono dire poco. Organizzati e interpretati, invece, diventano una base utile per capire dove intervenire. È qui che entra in gioco il lavoro di Tera: costruire soluzioni capaci di raccogliere, gestire e trasformare quei dati in informazioni comprensibili per chi deve prendere decisioni. Edge computer, il cuore tecnologico delle soluzioni Tera Uno degli elementi più ricorrenti nell’attività dell’azienda è l’uso degli edge computer . Il concetto può sembrare tecnico, ma l’idea è abbastanza chiara: elaborare una parte dei dati vicino al punto in cui vengono prodotti, senza dipendere sempre e solo da sistemi remoti. Ciò consente quindi di essere più resilienti rispetto a problemi quali mancanza di alimentazione o connettività internet, con ulteriori benefici in termini di minori costi dell’operatività Cloud e maggiore velocità nel prendere le decisioni. In pratica, questi dispositivi funzionano come piccoli centri di controllo installati sul campo. Comunicano con sensori, contatori, attuatori e altri apparati, raccolgono informazioni e permettono di gestire diverse funzioni. Tra i prodotti sviluppati dall’azienda compaiono nomi come Beeta Box , GioE , B eeta Reader e Beeta MoCo . Ognuno ha un ambito specifico: dagli edifici agli impianti industriali, dalla lettura dei contatori intelligenti alla gestione dei flussi energetici. L’aspetto interessante è l’approccio multi-protocollo. In molti contesti, infatti, non esiste un solo sistema da controllare. Ci sono macchine, sensori e dispositivi di produttori diversi, magari installati in anni differenti. Farli dialogare non è sempre semplice. Tera lavora proprio su questa esigenza: creare un’infrastruttura aperta, modulare e scalabile , capace di adattarsi a scenari differenti. Smart building: quando l’edificio comincia a raccontare come funziona Uno degli ambiti più immediati per capire il lavoro di Tera è quello dello smart building . L’espressione è ormai molto usata, a volte anche troppo, ma nel caso dell’azienda pugliese indica un’attività precisa: monitorare e gestire edifici attraverso sistemi IoT. Si parla di strutture residenziali, industriali, scuole, uffici pubblici e privati. Luoghi molto diversi tra loro, ma accomunati da una stessa necessità: consumare meglio, controllare gli impianti, migliorare il comfort e individuare eventuali sprechi. Un edificio può avere dispersioni, carichi inutili, stanze poco utilizzate ma sempre alimentate, impianti accesi oltre il necessario o condizioni ambientali non ottimali. Senza dati, tutto questo resta spesso invisibile. Con una rete di sensori e gateway, invece, diventa misurabile. Ed è proprio qui che il concetto di edificio intelligente diventa meno astratto. Non si tratta di immaginare case futuristiche o uffici pieni di schermi, ma di osservare ciò che accade davvero dentro gli spazi. Quanto consuma una zona? Quando si verifica un picco? L’aria è buona? Gli impianti stanno lavorando correttamente? Domande semplici, quasi quotidiane. Ma per rispondere servono strumenti adatti. Energia digitale e nuovi consumatori-produttori Un altro fronte importante è quello della Digital Energy , cioè l’applicazione di tecnologie digitali alla gestione dei flussi elettrici. Qui il discorso esce dal singolo edificio e si allarga a un cambiamento più ampio. Negli ultimi anni, con la diffusione del fotovoltaico, delle batterie e delle comunità energetiche, il rapporto tra utenti ed energia è diventato più complesso. Il consumatore non è più soltanto chi usa energia. In molti casi può anche produrla, accumularla o condividerla. Da qui nasce la figura del prosumer , insieme produttore e consumatore. In questo scenario, il monitoraggio diventa decisivo. Sapere quanta energia viene prodotta, quando viene consumata, quali carichi possono essere modulati e come si comportano gli impianti permette una gestione più consapevole. Tera lavora anche in questa direzione, con soluzioni pensate per smart metering, demand response, comunità energetiche e gestione dei flussi elettrici. Pochi sanno che in Italia, ad esempio, si può negoziare con la rete elettrica la variazione dei flussi energetici al proprio contatore (ovvero, prelevare più o meno energia ma anche immettere in rete più o meno energia, ad esempio con sistemi a batteria, detti “sistemi di accumulo”): si tratta dei nuovi Servizi di Flessibilità energetica e chiunque, anche un privato cittadino, può partecipare, aggregandosi a società di servizi (cosiddetti “Aggregatori”), per ricevere incentivi economici e premialità. Sono temi tecnici, certo, ma hanno conseguenze molto pratiche: riguardano bollette, sostenibilità, stabilità delle reti e capacità di usare meglio l’energia disponibile. Dall’industria alle scuole: applicazioni diverse, stesso metodo Guardando alle applicazioni sviluppate da Tera, emerge una caratteristica abbastanza chiara: il metodo resta simile anche quando cambiano i settori. Che si tratti di edifici, industria, logistica agroalimentare, agricoltura, smart city o monitoraggio ambientale, la logica di fondo è sempre legata alla raccolta e alla gestione dei dati adottando l’approccio alla massima interoperabilità: con architettura software aperta (linux a bordo) e tanti protocolli di comunicazione disponibili sulle centraline di Tera, si possono integrare dispositivi di qualsiasi marca e modello, nuovi o già esistenti. Nel mondo industriale, ad esempio, il monitoraggio può arrivare fino al singolo reparto, edificio, macchinario o carico energetico. Questo permette di osservare consumi e prestazioni con un livello di dettaglio utile per chi si occupa di produzione, manutenzione o gestione energetica. Nel caso degli edifici scolastici, invece, il tema assume anche una dimensione sociale. Monitorare qualità dell’aria, temperatura, umidità e consumi non significa soltanto efficientare una struttura, ma anche ragionare sul benessere di chi quegli ambienti li vive ogni giorno. Lo sapevi che una stanza può dire molto attraverso i suoi dati? Un livello alto di CO2, una temperatura non equilibrata o consumi anomali raccontano qualcosa. Basta avere gli strumenti per ascoltarlo. Ricerca applicata e competenze tecniche Un altro tratto rilevante dell’identità di Tera riguarda la ricerca applicata . L’azienda non si limita a presentarsi come sviluppatrice di prodotti, ma valorizza il lavoro su progetti di ricerca e sviluppo legati a energia, rinnovabili, ICT, meccatronica e monitoraggio ambientale. Questo aspetto è importante perché colloca Tera in una dimensione diversa dalla semplice fornitura tecnologica. Il suo profilo appare più vicino a quello di una realtà che costruisce soluzioni partendo da competenze interne e sperimentazioni sul campo. Non è un passaggio secondario. Nel settore IoT, infatti, la differenza non sta solo nel dispositivo finale, ma nella capacità di integrare hardware, software, protocolli, dashboard e analisi dei dati. Serve una competenza trasversale. E Tera sembra essersi posizionata proprio su questo incrocio. Una tecnologia poco appariscente, ma sempre più necessaria Il lavoro di Tera non ha il fascino immediato delle tecnologie più visibili. Non è fatto per stupire, almeno non in superficie. La sua funzione è più silenziosa: mettere ordine nei dati prodotti da edifici, impianti e reti energetiche. Eppure è proprio questo tipo di tecnologia a diventare sempre più centrale. Parlare di efficienza energetica senza misurazioni precise rischia di restare un esercizio teorico. Parlare di sostenibilità senza sapere dove si consuma, quanto si produce e dove si spreca significa muoversi quasi alla cieca. Da questo punto di vista, il caso Tera racconta una tendenza più ampia: la transizione energetica passa anche da strumenti piccoli, tecnici, spesso invisibili. Sensori, gateway, edge computer, dashboard e piattaforme non sono elementi decorativi. Sono la base per capire cosa accade davvero dentro edifici e impianti. Una PMI pugliese dentro una trasformazione più grande La storia di Tera Srl si inserisce in un passaggio molto concreto dell’innovazione italiana. Non quello delle grandi promesse, ma quello delle soluzioni che cercano di rendere più intelligenti infrastrutture già esistenti. In un Paese fatto di edifici pubblici da riqualificare, imprese energivore, scuole da monitorare e impianti da gestire meglio, tecnologie di questo tipo possono avere un ruolo importante. Non perché risolvano tutto da sole, ma perché aiutano a vedere ciò che prima restava nascosto. Ed è forse qui che l’esperienza di Tera diventa interessante: non tanto nella singola soluzione, quanto nell’idea che l’efficienza cominci dalla conoscenza. Prima di correggere uno spreco bisogna individuarlo. Prima di migliorare un edificio bisogna capirne il comportamento. Prima di parlare di energia intelligente bisogna imparare a leggere i dati. Tera lavora in questo punto esatto: dove l’energia incontra il digitale e dove la tecnologia diventa uno strumento di osservazione, gestione e consapevolezza. Il Nuovo Trend dell’Intelligenza Artificiale “distribuita” sugli edge computer Ci siamo abituati a pensare che la grande sfida dell’intelligenza artificiale comporti necessariamente ricorrere a data center sempre più gradi, energivori, magari costruiti con l’approccio dei “supercomputer”. Anche se questo è vero, ciò che invece sfugge ancora oggi agli occhi dei più è la nuova tendenza verso la “Edge AI” o “Intelligenza Artificiale sugli Edge Computer”: molte applicazioni hanno stringenti requisiti di privacy , per cui non è utile o non è accettabile dall’utente che le informazioni siano gestite su “Un Cloud” di terzi. Anche qui il tema sembra molto tecnico ma lo si semplifica con un esempio. Immaginiamo un sistema di pubblica sicurezza che, per difendere i cittadini italiani, volesse tenere sotto controllo alcuni specifici rischi, legati per esempio alla potenziale presenza di persone con intenti violenti (ad es. terroristi, sabotatori, ladri) in luoghi come aeroporti, stazioni, piazze e volesse quindi usare algoritmi di intelligenza artificiale per il riconoscimento di immagini, usando quindi telecamere poste in questi luoghi il cui flusso dati alimentrebbe continuamente un data-center su Cloud. Un tale sistema, prima ancora che difendere i cittadini, finirebbe per violare i requisiti di privacy in quanto, per rilevare l’eventuale rischio di sicurezza, le immagini di centinaia di migliaia di persone finirebbero su CLOUD, creando un rischio di violazione della privacy enorme, laddove potenzili malintenzionati o intrusi spierebbero tutti noi nelle nostre quitidiane attività. Ecco quindi che subentra la “AI on Edge”: oggi, se le centraline di campo (edge computer) avessero una architettura con capacità di calcolo tali da far funzionare gli algoritmi di intelligenza artificiale sulle centraline stesse, anziché su grandi data-center, sarebbe sufficiente affiancare un edge computer ad una telecamera, in modo tale che l’intelligenza artificiale (che in questo caso sarebbe quindi “distribuita” su ogni centralina) riesca ad individuare il rischio, lanciando al software centrale sul data center solo l’allarme e le immagini sospette, anziché tutte le immagini di tutti noi gente comune. Tera è su questo filone: sta progettando Edge Computers con capacità “Neurali” in grado di far girare gli algoritmi di intelligenza artificiale distribuita sul campo, anziché sui data-center; queste nuove competenze aprono a Tera nuovio potenziali mercati quali aerospazio, difesa, sicurezza, che si aggiungono ai precedenti (Energia, Smart City, Edifici, Industria, Agricoltura). Daniela Devecchi Maggio 7, 2026

17NOV2025

PMI DAY 2025: un ponte tra imprese e giovani

Il PMI DAY, iniziativa nazionale promossa dal Comitato Piccola Industria di Confindustria, rappresenta da 16 anni uno dei momenti più significativi di incontro tra il mondo produttivo italiano e le nuove generazioni. Ogni anno centinaia di piccole e medie imprese aprono le porte ai giovani studenti, offrendo loro l’opportunità di conoscere da vicino la vita aziendale, i suoi valori e le sue sfide. Il 14 novembre 2025, nella territoriale di Confindustria Bari e BAT, l’evento ha preso forma all’interno di Italgrafica SUD, storica PMI barese e punto di riferimento nazionale nel settore della stampa su carta. Una realtà che, pur operando in un’epoca dominata dal digitale, è riuscita a mantenere salde le proprie radici e a crescere grazie a investimenti costanti in tecnologie innovative, sempre nel rispetto delle proprie risorse umane. Il nostro Amministratore Unico, Antonio Sacchetti, in qualità di Presidente della Piccola Industria di Confindustria Bari e BAT, ha avuto l’onore di presentare l’Amministratore di Italgrafica SUD, Giuseppe Introna, che ha accolto gli studenti dell’indirizzo Grafico dell’Istituto Tecnico Tecnologico e Liceo Scientifico “Guglielmo Marconi – Margherita Hack”. Nel suo intervento, Introna ha raccontato l’evoluzione dell’azienda: un percorso che parte dalla composizione manuale del dopoguerra e arriva fino alla stampa digitale personalizzata dei giorni nostri. Una storia fatta di trasformazioni tecnologiche, adattamenti e scelte coraggiose, sempre guidate da un principio: innovare senza mai sacrificare il valore del capitale umano. Proprio su questo tema si è soffermato anche Antonio Sacchetti, sottolineando come la responsabilità dell’imprenditore si manifesti ogni giorno attraverso scelte complesse: “Scegliere è forse il compito più difficile che coinvolge ogni giorno un imprenditore: scegliere di investire, di innovare, di rischiare, ma sempre con responsabilità e coraggio. Anche sbagliando, perché l’errore non deve essere visto come una sconfitta, ma come un’occasione di apprendimento.” L’evento ha visto inoltre la partecipazione di autorevoli ospiti istituzionali, che hanno arricchito il confronto con riflessioni sul ruolo della scuola, della formazione e dell’impresa nell’orientare i giovani verso il futuro: Vito Lacoppola, Assessore alla Conoscenza del Comune di Bari Giuseppina Lotito, Dirigente Ufficio III dell’USR Puglia Teresa Caradonna, Vice Presidente Nazionale Piccola Industria di Confindustria In Tera crediamo profondamente nel valore del capitale umano, della formazione e dell’innovazione responsabile. Iniziative come il PMI DAY rappresentano un tassello fondamentale per avvicinare i giovani al mondo dell’impresa e per costruire, insieme, una cultura della crescita sostenibile. Continuare a investire nelle nuove generazioni significa investire nel futuro del nostro territorio e del Paese. Ed è un impegno che, come azienda, vogliamo portare avanti ogni giorno. Link al video dell'evento: