🔌 Dalla Digital Energy all’Edge Computing: l’evoluzione intelligente della rete energetica
Nel panorama dell’energia connessa e decentralizzata, anche gli strumenti più tradizionali si stanno trasformando. Oggi, i contatori fiscali non sono più semplici strumenti di misura, ma nodi intelligenti all’interno di un ecosistema energetico in continua evoluzione. Grazie all’integrazione con dispositivi edge, come le nostre Beeta Reader, è possibile raccogliere, elaborare e valorizzare i dati energetici direttamente nel punto in cui vengono generati, garantendo una risposta più rapida, una gestione autonoma e un maggiore controllo locale delle risorse. Questo approccio consente agli utenti – privati, aziende o comunità – di prendere decisioni più informate e ottimizzare in modo proattivo i propri consumi e la produzione di energia. Questa evoluzione apre scenari inediti per la gestione dinamica dei flussi energetici, in cui il dato diventa non solo uno strumento di monitoraggio, ma un fattore abilitante per l’ottimizzazione locale e in tempo reale dei consumi e delle produzioni. 📡 In questo contesto, le CER – Comunità Energetiche Rinnovabili e i VPP – Virtual Power Plant trovano la loro base tecnologica. La possibilità di monitorare puntualmente i prelievi e le immissioni energetiche, aggregare in modo flessibile le risorse distribuite, e reagire in tempi rapidi alle condizioni della rete, rappresenta una nuova frontiera per l’efficienza, la sostenibilità e l’autonomia energetica. Quello che fino a pochi anni fa sembrava futuristico è oggi realtà, grazie alla convergenza tra digital energy, edge computing e intelligenza artificiale. Tera continua a investire nella ricerca e sviluppo di piattaforme edge-cloud capaci di interfacciarsi con i contatori esistenti, elaborare dati in locale e contribuire a costruire una rete sempre più resiliente, trasparente e partecipativa. 🔍 Ne parla il nostro CEO, Antonio Sacchetti, in un approfondimento pubblicato a pagg. 36-37 della rivista digitale Smart Building Italia, disponibile al seguente link: 👉
Tera Srl, cosa fa l’azienda pugliese attiva tra IoT, energia e smart building
Non tutte le imprese tecnologiche finiscono sotto i riflettori. Alcune lavorano in una zona meno vistosa, ma molto concreta: quella dei dati, dei consumi energetici, degli edifici intelligenti e dei dispositivi capaci di mettere in comunicazione impianti diversi. Tera Srl, azienda nata a Conversano, in provincia di Bari, si muove proprio in questo spazio. La sua storia parte nel 2007 e racconta il percorso di una PMI innovativa costruita attorno a competenze tecniche precise: informatica, elettronica, energia, sensoristica e sviluppo di sistemi IoT. Un insieme di settori che oggi si incrociano sempre più spesso, soprattutto quando si parla di efficienza, monitoraggio ambientale e gestione intelligente degli edifici. Un’azienda che lavora sui dati prima ancora che sugli impianti Il punto centrale dell’attività di Tera non è semplicemente installare dispositivi o proporre strumenti digitali. Il tema, piuttosto, è rendere leggibili sistemi che spesso producono informazioni senza che nessuno le raccolga davvero . Un edificio, un impianto industriale, una rete energetica o una scuola generano continuamente dati: consumi elettrici, temperatura, umidità, livelli di CO2, produzione da fotovoltaico, funzionamento delle macchine, anomalie, picchi di carico. Presi singolarmente, questi numeri possono dire poco. Organizzati e interpretati, invece, diventano una base utile per capire dove intervenire. È qui che entra in gioco il lavoro di Tera: costruire soluzioni capaci di raccogliere, gestire e trasformare quei dati in informazioni comprensibili per chi deve prendere decisioni. Edge computer, il cuore tecnologico delle soluzioni Tera Uno degli elementi più ricorrenti nell’attività dell’azienda è l’uso degli edge computer . Il concetto può sembrare tecnico, ma l’idea è abbastanza chiara: elaborare una parte dei dati vicino al punto in cui vengono prodotti, senza dipendere sempre e solo da sistemi remoti. Ciò consente quindi di essere più resilienti rispetto a problemi quali mancanza di alimentazione o connettività internet, con ulteriori benefici in termini di minori costi dell’operatività Cloud e maggiore velocità nel prendere le decisioni. In pratica, questi dispositivi funzionano come piccoli centri di controllo installati sul campo. Comunicano con sensori, contatori, attuatori e altri apparati, raccolgono informazioni e permettono di gestire diverse funzioni. Tra i prodotti sviluppati dall’azienda compaiono nomi come Beeta Box , GioE , B eeta Reader e Beeta MoCo . Ognuno ha un ambito specifico: dagli edifici agli impianti industriali, dalla lettura dei contatori intelligenti alla gestione dei flussi energetici. L’aspetto interessante è l’approccio multi-protocollo. In molti contesti, infatti, non esiste un solo sistema da controllare. Ci sono macchine, sensori e dispositivi di produttori diversi, magari installati in anni differenti. Farli dialogare non è sempre semplice. Tera lavora proprio su questa esigenza: creare un’infrastruttura aperta, modulare e scalabile , capace di adattarsi a scenari differenti. Smart building: quando l’edificio comincia a raccontare come funziona Uno degli ambiti più immediati per capire il lavoro di Tera è quello dello smart building . L’espressione è ormai molto usata, a volte anche troppo, ma nel caso dell’azienda pugliese indica un’attività precisa: monitorare e gestire edifici attraverso sistemi IoT. Si parla di strutture residenziali, industriali, scuole, uffici pubblici e privati. Luoghi molto diversi tra loro, ma accomunati da una stessa necessità: consumare meglio, controllare gli impianti, migliorare il comfort e individuare eventuali sprechi. Un edificio può avere dispersioni, carichi inutili, stanze poco utilizzate ma sempre alimentate, impianti accesi oltre il necessario o condizioni ambientali non ottimali. Senza dati, tutto questo resta spesso invisibile. Con una rete di sensori e gateway, invece, diventa misurabile. Ed è proprio qui che il concetto di edificio intelligente diventa meno astratto. Non si tratta di immaginare case futuristiche o uffici pieni di schermi, ma di osservare ciò che accade davvero dentro gli spazi. Quanto consuma una zona? Quando si verifica un picco? L’aria è buona? Gli impianti stanno lavorando correttamente? Domande semplici, quasi quotidiane. Ma per rispondere servono strumenti adatti. Energia digitale e nuovi consumatori-produttori Un altro fronte importante è quello della Digital Energy , cioè l’applicazione di tecnologie digitali alla gestione dei flussi elettrici. Qui il discorso esce dal singolo edificio e si allarga a un cambiamento più ampio. Negli ultimi anni, con la diffusione del fotovoltaico, delle batterie e delle comunità energetiche, il rapporto tra utenti ed energia è diventato più complesso. Il consumatore non è più soltanto chi usa energia. In molti casi può anche produrla, accumularla o condividerla. Da qui nasce la figura del prosumer , insieme produttore e consumatore. In questo scenario, il monitoraggio diventa decisivo. Sapere quanta energia viene prodotta, quando viene consumata, quali carichi possono essere modulati e come si comportano gli impianti permette una gestione più consapevole. Tera lavora anche in questa direzione, con soluzioni pensate per smart metering, demand response, comunità energetiche e gestione dei flussi elettrici. Pochi sanno che in Italia, ad esempio, si può negoziare con la rete elettrica la variazione dei flussi energetici al proprio contatore (ovvero, prelevare più o meno energia ma anche immettere in rete più o meno energia, ad esempio con sistemi a batteria, detti “sistemi di accumulo”): si tratta dei nuovi Servizi di Flessibilità energetica e chiunque, anche un privato cittadino, può partecipare, aggregandosi a società di servizi (cosiddetti “Aggregatori”), per ricevere incentivi economici e premialità. Sono temi tecnici, certo, ma hanno conseguenze molto pratiche: riguardano bollette, sostenibilità, stabilità delle reti e capacità di usare meglio l’energia disponibile. Dall’industria alle scuole: applicazioni diverse, stesso metodo Guardando alle applicazioni sviluppate da Tera, emerge una caratteristica abbastanza chiara: il metodo resta simile anche quando cambiano i settori. Che si tratti di edifici, industria, logistica agroalimentare, agricoltura, smart city o monitoraggio ambientale, la logica di fondo è sempre legata alla raccolta e alla gestione dei dati adottando l’approccio alla massima interoperabilità: con architettura software aperta (linux a bordo) e tanti protocolli di comunicazione disponibili sulle centraline di Tera, si possono integrare dispositivi di qualsiasi marca e modello, nuovi o già esistenti. Nel mondo industriale, ad esempio, il monitoraggio può arrivare fino al singolo reparto, edificio, macchinario o carico energetico. Questo permette di osservare consumi e prestazioni con un livello di dettaglio utile per chi si occupa di produzione, manutenzione o gestione energetica. Nel caso degli edifici scolastici, invece, il tema assume anche una dimensione sociale. Monitorare qualità dell’aria, temperatura, umidità e consumi non significa soltanto efficientare una struttura, ma anche ragionare sul benessere di chi quegli ambienti li vive ogni giorno. Lo sapevi che una stanza può dire molto attraverso i suoi dati? Un livello alto di CO2, una temperatura non equilibrata o consumi anomali raccontano qualcosa. Basta avere gli strumenti per ascoltarlo. Ricerca applicata e competenze tecniche Un altro tratto rilevante dell’identità di Tera riguarda la ricerca applicata . L’azienda non si limita a presentarsi come sviluppatrice di prodotti, ma valorizza il lavoro su progetti di ricerca e sviluppo legati a energia, rinnovabili, ICT, meccatronica e monitoraggio ambientale. Questo aspetto è importante perché colloca Tera in una dimensione diversa dalla semplice fornitura tecnologica. Il suo profilo appare più vicino a quello di una realtà che costruisce soluzioni partendo da competenze interne e sperimentazioni sul campo. Non è un passaggio secondario. Nel settore IoT, infatti, la differenza non sta solo nel dispositivo finale, ma nella capacità di integrare hardware, software, protocolli, dashboard e analisi dei dati. Serve una competenza trasversale. E Tera sembra essersi posizionata proprio su questo incrocio. Una tecnologia poco appariscente, ma sempre più necessaria Il lavoro di Tera non ha il fascino immediato delle tecnologie più visibili. Non è fatto per stupire, almeno non in superficie. La sua funzione è più silenziosa: mettere ordine nei dati prodotti da edifici, impianti e reti energetiche. Eppure è proprio questo tipo di tecnologia a diventare sempre più centrale. Parlare di efficienza energetica senza misurazioni precise rischia di restare un esercizio teorico. Parlare di sostenibilità senza sapere dove si consuma, quanto si produce e dove si spreca significa muoversi quasi alla cieca. Da questo punto di vista, il caso Tera racconta una tendenza più ampia: la transizione energetica passa anche da strumenti piccoli, tecnici, spesso invisibili. Sensori, gateway, edge computer, dashboard e piattaforme non sono elementi decorativi. Sono la base per capire cosa accade davvero dentro edifici e impianti. Una PMI pugliese dentro una trasformazione più grande La storia di Tera Srl si inserisce in un passaggio molto concreto dell’innovazione italiana. Non quello delle grandi promesse, ma quello delle soluzioni che cercano di rendere più intelligenti infrastrutture già esistenti. In un Paese fatto di edifici pubblici da riqualificare, imprese energivore, scuole da monitorare e impianti da gestire meglio, tecnologie di questo tipo possono avere un ruolo importante. Non perché risolvano tutto da sole, ma perché aiutano a vedere ciò che prima restava nascosto. Ed è forse qui che l’esperienza di Tera diventa interessante: non tanto nella singola soluzione, quanto nell’idea che l’efficienza cominci dalla conoscenza. Prima di correggere uno spreco bisogna individuarlo. Prima di migliorare un edificio bisogna capirne il comportamento. Prima di parlare di energia intelligente bisogna imparare a leggere i dati. Tera lavora in questo punto esatto: dove l’energia incontra il digitale e dove la tecnologia diventa uno strumento di osservazione, gestione e consapevolezza. Il Nuovo Trend dell’Intelligenza Artificiale “distribuita” sugli edge computer Ci siamo abituati a pensare che la grande sfida dell’intelligenza artificiale comporti necessariamente ricorrere a data center sempre più gradi, energivori, magari costruiti con l’approccio dei “supercomputer”. Anche se questo è vero, ciò che invece sfugge ancora oggi agli occhi dei più è la nuova tendenza verso la “Edge AI” o “Intelligenza Artificiale sugli Edge Computer”: molte applicazioni hanno stringenti requisiti di privacy , per cui non è utile o non è accettabile dall’utente che le informazioni siano gestite su “Un Cloud” di terzi. Anche qui il tema sembra molto tecnico ma lo si semplifica con un esempio. Immaginiamo un sistema di pubblica sicurezza che, per difendere i cittadini italiani, volesse tenere sotto controllo alcuni specifici rischi, legati per esempio alla potenziale presenza di persone con intenti violenti (ad es. terroristi, sabotatori, ladri) in luoghi come aeroporti, stazioni, piazze e volesse quindi usare algoritmi di intelligenza artificiale per il riconoscimento di immagini, usando quindi telecamere poste in questi luoghi il cui flusso dati alimentrebbe continuamente un data-center su Cloud. Un tale sistema, prima ancora che difendere i cittadini, finirebbe per violare i requisiti di privacy in quanto, per rilevare l’eventuale rischio di sicurezza, le immagini di centinaia di migliaia di persone finirebbero su CLOUD, creando un rischio di violazione della privacy enorme, laddove potenzili malintenzionati o intrusi spierebbero tutti noi nelle nostre quitidiane attività. Ecco quindi che subentra la “AI on Edge”: oggi, se le centraline di campo (edge computer) avessero una architettura con capacità di calcolo tali da far funzionare gli algoritmi di intelligenza artificiale sulle centraline stesse, anziché su grandi data-center, sarebbe sufficiente affiancare un edge computer ad una telecamera, in modo tale che l’intelligenza artificiale (che in questo caso sarebbe quindi “distribuita” su ogni centralina) riesca ad individuare il rischio, lanciando al software centrale sul data center solo l’allarme e le immagini sospette, anziché tutte le immagini di tutti noi gente comune. Tera è su questo filone: sta progettando Edge Computers con capacità “Neurali” in grado di far girare gli algoritmi di intelligenza artificiale distribuita sul campo, anziché sui data-center; queste nuove competenze aprono a Tera nuovio potenziali mercati quali aerospazio, difesa, sicurezza, che si aggiungono ai precedenti (Energia, Smart City, Edifici, Industria, Agricoltura). Daniela Devecchi Maggio 7, 2026
PMI DAY 2025: un ponte tra imprese e giovani
Il PMI DAY, iniziativa nazionale promossa dal Comitato Piccola Industria di Confindustria, rappresenta da 16 anni uno dei momenti più significativi di incontro tra il mondo produttivo italiano e le nuove generazioni. Ogni anno centinaia di piccole e medie imprese aprono le porte ai giovani studenti, offrendo loro l’opportunità di conoscere da vicino la vita aziendale, i suoi valori e le sue sfide. Il 14 novembre 2025, nella territoriale di Confindustria Bari e BAT, l’evento ha preso forma all’interno di Italgrafica SUD, storica PMI barese e punto di riferimento nazionale nel settore della stampa su carta. Una realtà che, pur operando in un’epoca dominata dal digitale, è riuscita a mantenere salde le proprie radici e a crescere grazie a investimenti costanti in tecnologie innovative, sempre nel rispetto delle proprie risorse umane. Il nostro Amministratore Unico, Antonio Sacchetti, in qualità di Presidente della Piccola Industria di Confindustria Bari e BAT, ha avuto l’onore di presentare l’Amministratore di Italgrafica SUD, Giuseppe Introna, che ha accolto gli studenti dell’indirizzo Grafico dell’Istituto Tecnico Tecnologico e Liceo Scientifico “Guglielmo Marconi – Margherita Hack”. Nel suo intervento, Introna ha raccontato l’evoluzione dell’azienda: un percorso che parte dalla composizione manuale del dopoguerra e arriva fino alla stampa digitale personalizzata dei giorni nostri. Una storia fatta di trasformazioni tecnologiche, adattamenti e scelte coraggiose, sempre guidate da un principio: innovare senza mai sacrificare il valore del capitale umano. Proprio su questo tema si è soffermato anche Antonio Sacchetti, sottolineando come la responsabilità dell’imprenditore si manifesti ogni giorno attraverso scelte complesse: “Scegliere è forse il compito più difficile che coinvolge ogni giorno un imprenditore: scegliere di investire, di innovare, di rischiare, ma sempre con responsabilità e coraggio. Anche sbagliando, perché l’errore non deve essere visto come una sconfitta, ma come un’occasione di apprendimento.” L’evento ha visto inoltre la partecipazione di autorevoli ospiti istituzionali, che hanno arricchito il confronto con riflessioni sul ruolo della scuola, della formazione e dell’impresa nell’orientare i giovani verso il futuro: Vito Lacoppola, Assessore alla Conoscenza del Comune di Bari Giuseppina Lotito, Dirigente Ufficio III dell’USR Puglia Teresa Caradonna, Vice Presidente Nazionale Piccola Industria di Confindustria In Tera crediamo profondamente nel valore del capitale umano, della formazione e dell’innovazione responsabile. Iniziative come il PMI DAY rappresentano un tassello fondamentale per avvicinare i giovani al mondo dell’impresa e per costruire, insieme, una cultura della crescita sostenibile. Continuare a investire nelle nuove generazioni significa investire nel futuro del nostro territorio e del Paese. Ed è un impegno che, come azienda, vogliamo portare avanti ogni giorno. Link al video dell'evento:
Integrare hardware e software nella gestione energetica degli edifici: le soluzioni di TERA srl
TERA presenterà le ultime novità in termini di prodotti e servizi nel campo dell’Edificio Intelligente alla Fiera Milano Rho dal 19 al 21 novembre 2025: una opportunità imperdibile per esplorare le innovazioni concretamente applicabili nel campo della Transizione Energetiche e Digitale. Si tratta quindi di prodotti e servizi efficaci per consentire alle imprese di raggiungere obiettivi di Efficienza Energetica e Sostenibilità, attraverso soluzioni integrate, modulari e scalabili per: - applicazioni di Monitoraggio Energetico (conformi a diversi strumenti: Energy Dashboarding T5.0, Diagnosi Energetica secondo D.lgs 102/2014, Investimenti energetici nell’ambito di Contratti di Programma/PIA/MiniPIA), dedicate sia al mondo industriale che a quello dei servizi; - CER (inclusi servizi di supporto alla costituzione) e Servizi di Flessibilità Locale (utilizzare i propri impianti modulabili per offrire servizi di rete remunerati); - e, più in generale, I4.0 con l’utilizzo di IoT Edge Computers per sviluppare applicazioni Building/Asset/Industry con tool opensource e framework di terze parti, soluzioni destinate sia all’azienda utilizzatrice che ai System Integrator che realizzano soluzioni chiavi in mano, con possibilità di brandizzazione del software e totale autonomia nella gestione dei dati; Smart Building EXPO Milano 2025 è la Fiera Internazionale dedicata al tema cruciale della doppia transizione digitale ed energetica negli Edifici (e degli asset, anche industriali, in senso lato), con un’attenzione particolare alle soluzioni Sostenibili classificabili come “Digital Energy” (convergenza fra Edificio e Rete Elettrica). Monitorare la produzione di Impianti Fotovoltaici e dei consumi energetici al contatore (ad es. per comprendere se stiamo ricevendo il giusto incentivo o per capire quale profilo tariffario ci fa risparmiare)? Controllare carichi elettrici, o batterie (accumuli) per ottimizzare l’autoconsumo (nelle CER o anche per i Servizi di Flessibilità che prevedono remunerazioni per gli utenti)? Tenere in considerazione anche temperatura e umidità dell’aria, presenza di persone, apertura di finestre, livelli di CO2 e qualità dell’aria per mettere in piedi un sistema davvero intelligente (ad es. spegnendo la caldaia o la PdC quando non serve)? Sono questi solo alcuni degli esempi di funzioni che rendono gli edifici veramente intelligenti, non solo sulla carta, sono anche le domande che progettisti ed installatori si pongono per “mettere a terra” le innovazioni e le conseguenti opportunità per gli utenti. Non è però sempre così immediato mettere a terra queste soluzioni perché, come è evidente, bisogna integrare HW e SW. Oggi i progettisti, gli installatori (e i System Integrators-ESCO) possono però usufruire dell’approccio di interoperabilità che caratterizza le soluzioni di TERA: centraline open (linux a bordo, API disponibili) multiprotocollo (libertà di scegliere sensori ed attuatori, connessione a qualsiasi macchina termica) accompagnate da moduli software basici pronti all’uso e customizzabili sia da TERA che ricorrendo a sviluppatori SW in carico al system integrator/progettista. Alle tecnologie già sul mercato da parte di Tera (fra cui dispositivi per lettura contatori fiscali chain2, unici sul mercato disponibili alla totale programmabilità da parte degli stessi clienti di TERA), si aggiungono le recenti novità che saranno presentate in fiera: il Device Management Platform (DMP), un portale per la gestione e visualizzazione dei dati che consente di raccogliere, organizzare e analizzare in modo strutturato le informazioni provenienti dalla sensoristica distribuita, connessa agli Edge-Computers di TERA, con i quali comunica tramite i protocolli standard più comuni sul mercato dell’IoT come Modbus, Z-Wave, ETH, Wi-Fi, e, a breve, anche LoRa ed altri ancora. La piattaforma è stata creata per rispondere ad una crescente richiesta dei clienti: disporre di supporto anche sul fronte Cloud/server di centralizzazione. Oggi i progettisti, gli installatori e i system integrators non solo troveranno facile implementare hardware e software “di campo”, ma anche avranno subito disponibile, pronta all’uso, una piattaforma centralizzata configurabile, programmabile ed aperta. La piattaforma è stata progettata per supportare: • Monitoraggio dati in tempo reale (memorizzazione e visualizzazione), per una lettura continua e affidabile delle variabili energetiche (misura con energy meters, lettura contatori MT e lettura contatori BT con protocollo chain2 e chain1) e per garantire una copertura capillare di tutte le funzioni tipiche dell’impiantistica building attraverso l’utilizzo di una ampia gamma di Sensoristica IoT; • Attivazione di allarmi a soglia programmabili su ogni parametro, per fornire supporto alle decisioni e ottimizzare i costi di manutenzione riducendo i tempi di reazione rispetto ai malfunzionamenti e basse prestazioni degli impianti; 📍 Queste e altre soluzioni saranno presentate anche allo Smart Building Expo 2025 di Milano (19–21 novembre), dove Tera ribadirà il proprio impegno nella trasformazione digitale ed energetica degli edifici, presentando inoltre: • La nuova versione della Device Configuration Platform, il software gratuito che ora consente anche la configurazione semplice ed autonoma di sensori e dispositivi Modbus; • I nuovi trend di sviluppo per realizzare strumenti integrati di Cybersecurity, AI e blockchain, pensati per garantire la sicurezza dei sistemi e introdurre funzionalità evolute (ad es. predittive). Questa combinazione, senza precedenti, di interoperabilità HW e SW integrati, consente di accompagnare il settore edilizio e industriale nella twin transition digitale ed energetica: in concreto, le soluzioni Edge Computing di TERA sono gli strumenti abilitanti per entrare appieno nell’era della Digital Energy.
Nuove direttive europee tra vincoli e opportunità per le tecnologie negli edifici
Le nuove politiche europee stanno ridefinendo il futuro del settore degli edifici intelligenti, ponendo nuove sfide ma anche aprendo spazi di innovazione e crescita. Nel suo recente articolo pubblicato su Smart Building Italia, il nostro CEO Antonio Sacchetti ha analizzato due direttive chiave che avranno un impatto diretto sulle tecnologie per gli edifici: il Cyber Resiliency Act (CRA) e la Energy Performance of Building Directive (EPBD). Il CRA è un regolamento europeo che introduce requisiti stringenti di cybersecurity per tutti i prodotti con elementi digitali, in particolare quelli connessi in rete. Tra i principali elementi: L’obiettivo è garantire maggiore protezione da vulnerabilità e cyber-attacchi, ma le aziende dovranno affrontare investimenti e complessità aggiuntive per conformarsi. La EPBD mira alla decarbonizzazione del parco edilizio europeo, fissando standard sempre più stringenti in ottica di sostenibilità. Gli aspetti più rilevanti includono: 👉 Vuoi leggere l’articolo completo ? Lo trovi su Smart Building Italia a questo link:
Quali priorità per Industria e PMI?
Il Forum della Piccola Industria di Confindustria, nella splendida cornice di Palazzo Vecchio — cuore di una fervente storia imprenditoriale rinascimentale quale quella fiorentina — è stato stimolante per focalizzare le priorità dell’impresa italiana, e delle PMI in particolare. Il presidente della Piccola Industria nazionale, Giovanni Baroni, ha offerto una disamina completa e dettagliata di tutti i temi affrontati successivamente dai vari relatori: un compendio che raccomanderei a tutti. 👉 Cybersecurity Le problematiche legate alla cybersecurity (NIS2 in primis) sono state approfondite da Giorgia Dragoni (Direttore Osservatorio Digital Identity, Politecnico di Milano), Ernesto Lanzillo (Deloitte Private Leader), e Milena Rizzi (Capo Servizio Regolazione dell’Autorità Nazionale per la Cybersicurezza). Tra i vari punti critici è emersa, ad esempio, la complessità organizzativa e gestionale che una PMI deve affrontare nel compilare i questionari di cybersecurity: ogni cliente ne predispone uno diverso, nonostante gli obiettivi siano gli stessi. Energia Sul tema dell’energia, tra i numerosi interventi, spiccano quelli di Franco Cotana (AD di RSE – Ricerca sul Sistema Energetico) e Nicola Lanzetta (Direttore Italia – Enel). È stata evidenziata l’importanza delle PMI nella filiera energetica: delle circa 3.000 imprese fornitrici di Enel, circa l’85% sono PMI, molte delle quali vengono formate direttamente dall’azienda tramite programmi di reskilling. Particolare attenzione è stata data alle applicazioni emergenti di Digital Energy. Istituzioni e territori Nei loro interventi, il sindaco di Firenze e il presidente della Regione Toscana hanno sottolineato il supporto della PA toscana al mondo produttivo (circa 350.000 PMI in Toscana) e l’apertura verso progetti per la sicurezza energetica, anche non convenzionali. I presidenti della Piccola Industria Toscana e di Confindustria Firenze hanno testimoniato la tenacia e la concretezza del fare impresa tipiche della cultura toscana. Giorgio Marsiaj ha messo in luce le opportunità per le PMI nei settori aerospazio e difesa, dove sono attesi circa 7,5 miliardi di euro di spesa aggiuntiva per armamenti rispetto agli anni passati. L’intervento di Paolo Casalino (Direttore Generale per la Politica Industriale, la Riconversione e la Crisi Industriale, l’Innovazione, le PMI e il Made in Italy - MIMIT) ha unito apertura e concretezza: da un lato, ha richiesto contributi da parte della Piccola Industria sulle politiche europee specifiche per le PMI; dall’altro, ha elencato i principali passaggi della Commissione UE: • il piano per la chimica (atteso entro fine anno), • la possibilità di esenzioni CSRD per aziende sotto i 10 dipendenti, • nuovi pacchetti per cosmetica e dispositivi medici, • riserve di quote per PMI negli appalti pubblici, • revisione delle regole IPCEI per includere anche le PMI, • differenziazione normativa tra PI e MI, da riflettere nei futuri criteri impositivi. L’intervento di Emma Marcegaglia, forte della sua esperienza in Business Europe, è stato illuminante: • L’Italia è l’unico Paese in cui il 50% dell’export è generato dalle PMI. • Il Partenariato Atlantico vacilla: non si può escludere che venga meno. • I dazi USA sono una minaccia grave, visto che il 50% del PIL europeo dipende dall’export. • È necessaria una difesa europea unica, anche per ragioni economiche (le inefficienze dovute all’uso di armamenti diversi in ogni paese UE causano sprechi ingenti). • Il divario con gli USA sul digitale è enorme e non colmabile nel breve: serve una strategia alternativa. • Potremmo dover affrontare uno scenario in cui il dollaro non sarà più la valuta rifugio. • La riduzione del costo energetico in Italia è urgente: il differenziale con Spagna, Germania e Francia è troppo ampio. • Eliminare il Green Deal europeo sarebbe un errore: va semplificato, non smantellato. • Serve un mercato dei capitali unico in Europa per competere con USA e Cina. • Il sovranismo economico rischia di distruggere il mercato unico europeo, che invece è essenziale per la competitività globale. Proposte emerse • Un nuovo equilibrio tra apertura dei mercati e sicurezza nazionale, con una base comune per armamenti. • Incentivare la produzione in Europa, ad esempio riaprendo miniere strategiche. • Proteggere il sistema industriale europeo da acquisizioni estere non controllate. • Industria 5.0: va mantenuto il concept, ma le procedure vanno semplificate. Il presidente Emanuele Orsini ha chiuso il forum sottolineando l’unità del sistema confindustriale nel sostenere le politiche industriali, sia sul fronte delle PMI sia su quello macroeconomico e geopolitico.
Clean Industrial Deal: “buy European”, "Banca per la Decarbonizzazione" e "Nuove Garanzie Finanziarie"
Fatte salve le premesse enunciate nell'articolo presente sul , ovvero la necessità di un piano che supporti le aziende energivore da una parte, e lo sviluppo di tecnologie pulite, con focus anche sull'Economia Circolare, dall'altra, le reali novità di questo nuovo piano (che, in qualche modo, traccia un primo superamento dei limiti dell' "EU Green Deal" ) consistono in questi tre punti: 1) semplificare le norme sugli Aiuti di Stato , rendendo più facile per i singoli stati EU concedere soldi pubblici alle aziende attive nell’energia rinnovabile e nel clean tech, consentendo "criteri di preferenza europea nelle norme sugli appalti pubblici per settori strategici“ (clausola “buy European” ), introduzione di requisiti e criteri qualitativi che diano un vantaggio concreto, per i produttori di prodotti rilevanti per la transizione energetica , se dimostrano di aver investito per decarbonizzare. 2) Istituzione della Banca per la decarbonizzazione industriale , con dotazione 100 miliardi di euro per finanziamenti rivolti alla decarbonizzazione dei principali processi industriali in vari settori (basati in parte su re-indirizzamento di risorse già presenti nell'Innovation Fund e in parte su entrate aggiuntive dall’Emission Trading System e dalla rimodulazione del piano InvestEU) 3) Modifiche alle regole del fondo InvestEU per aumentarne la capacità di assumersi rischi, determinando un aumento di 50 miliardi di euro di finanziamenti fra pubblici e privati su Clean Tech, Clean Mobility e Riduzione dei Rifiuti Significativo anche citare l'adozione, avvenuta sempre in data 26 febbraio, dell’ Action Plan for Affordable Energy , che promuove contratti di acquisto a lungo termine anche transnazionali con la controgaranzia della BEI ed include la esplicita raccomandazione ai paesi membri per una immediata riduzione delle tasse sull'energia elettrica in attesa della conclusione dei negoziati sulla Energy Taxation Directive , nonchè sulla la riduzione dei tempi di autorizzazione per progetti di produzione energetica da rinnovabili e accumulo di energia. Queste e successive azioni, di fatto necessarie nel nuovo scenario geo-politico e macro-economico mondiale, sono strettamente collegate alle raccomandazioni contenute nel "Piano Draghi" . Lo spirito complessivo che anima questo primo step del nuovo corso delle politiche UE è quello di non puntare alla #decarbonizzazione, "subito ed a tutti i costi" , ma solo se compatibile con la competitività dell’economia europea: in tal senso, sono stati preannunciati un Action Plan per l'Industria Automobilistica (a marzo) ed un Action Plan per acciaio e Metalli in primavera (in seguito anche per l'Industria Chimica e per l'Industria Clean Tech). La strada è quella giusta? Sufficiente? Sul fronte competitività vorremmo più spinta alle tecnologie della #DIgitalEnergy, in quanto sono #disruptive e possono agire sui modelli di business creando un mercato e sistema energetico europeo difficilmente aggredibile dai competitor extra-europei (se coordinato con azioni per creare una autonomia tecnologia su #AI e #CloudCOmputing )
Il Booklet Digital Energy di Tera: prezioso aggiornamento
L'emergente filone della "Digital Energy" sta avendo ed avrà sempre più un impatto dirompente sulla rete elettrica, in termini di evoluzione verso efficienza e, più in generale, sostenibilità, a livello nazionale ed internazionale, insieme con la sempre maggiore diffusione delle sorgenti di energia rinnovabile di piccola taglia (incluso storage/BESS a batterie ed altre tecnologie) e con la progressiva elettrificazione dei consumi. A supporto della platea di soggetti (partner, clienti, fornitori) che seguono la nostra azienda, nonchè di tutti i cittadini, Tera è felice di annunciare il rilascio della versione aggiornata del suo Booklet Digital Energy, che tanto successo aveva già riscosso nel 2021 quando, pensando alle applicazioni più che alle tecnologie in se, allo smart metering si unì per la prima volta la prospettiva delle Comunità Energetiche e delle UVAM. La recente evoluzione legislativo-normativa ha introdotto alcune novità, rafforzando il concetto di CER verso quello di CACER, ha modificato gli incentivi ed offerto un quadro regolatorio che, per quanto sicuramente migliorabile, è quantomeno oggi chiaro. Da non trascurare anche l'evoluzione dei "Servizi di Flessibilità Locale" che si aggiungono alle UVAM nel determinare possibilità di mercato per le Virtual Power Plant. Vi auguriamo una preziosa e proficua lettura.
TERA a supporto delle imprese italiane nella doppia transizione energetica e digitale - Piano Transizione 5.0
Il percorso che definisce, in seno alla UE, dal punto di vista normativo-legislativo, la Transizione Energetica e la Transizione Digitale è ampiamente documentato, a partire dall’ Accodo di Parigi (a conferma che trattasi di temi indispensabili nell’ambito del più ampio obiettivo della Sostenibilità ) fino alla ridefinizione dell ’European Green Deal e, più in generale, all' RRP (Recovery and Resilience Plan, in italia PNRR) successiva alle crisi Covid e Russia-Ucraina. Dal punto di vista tecnologico, in termini di politiche di supporto alle imprese nel territorio italiano, l’ultimo tassello è costituito dal Piano Transizione 5.0 , varato dal governo nel primo trimestre del 2024 e divenuto temporalmente e tecnicamente operativo con la recente circolare del MIMIT. Il Piano Transizione 5.0 si integra con il Piano Transizione 4.0 all'interno di una strategia più ampia per sostenere la trasformazione digitale ed energetica delle imprese italiane, con una dotazione complessiva di 12,7 miliardi di euro per il biennio 2024-2025. Il piano 5.0, con 6,3 miliardi di euro dedicati, mira a facilitare la trasformazione dei processi produttivi per affrontare le sfide delle transizioni digitale ed energetica, in linea con il piano REPowerEU . Pertanto, il Piano Transizione 5.0 di fatto di fatto costituisce, indirettamente, un riferimento in termini di roadmap tecnologica (consentendo il collegamento fra concetti tecnici e spunti rudimentali di strategia industriale) e, direttamente, il più aggiornato riferimento in termini di incentivi al settore industriale: è qui che si posiziona, da un lato, l’interesse delle imprese beneficiare (gli stakeholder del sistema Tera) e, dall’altro, la capacità e la disponibilità di Tera nel supportarle verso l’obiettivo comune: la crescita della competitività. Cos’è Piano Transizione 5.0 L’articolo 38 del , convertito, con modificazioni, dalla legge 29 aprile 2024, n. 56, recante “Ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR)”, ha istituito il nuovo Piano Transizione 5.0, introducendo un credito d’imposta per le imprese che effettuano nuovi investimenti, a decorrere dal 1° gennaio 2024 e fino al 31 dicembre 2025, destinati ad aziende ubicate nel territorio dello Stato, nell’ambito di progetti di innovazione che comportano una riduzione dei consumi energetici della struttura produttiva. Questo piano rappresenta un importante strumento di supporto per le imprese italiane, incentivando l'adozione di tecnologie avanzate e la riduzione dei consumi energetici. Come funziona La misura consiste in un agevolazione sotto forma di credito d’imposta introdotta per le imprese che investono in progetti innovativi nel periodo 2024-2025, condizionato a una riduzione dei consumi energetici di almeno il 3% per la struttura produttiva o del 5% per i processi specifici. Il credito d'imposta si applica a investimenti in beni materiali e immateriali che supportano la transizione tecnologica e digitale delle imprese, in linea con il modello "Industria 4.0" (Allegati A e B alla Legge 232/2016). Sono inclusi software e piattaforme per l'intelligenza avanzata degli impianti che garantiscono il monitoraggio continuo e la visualizzazione dei consumi energetici e dell'energia autoprodotta e autoconsumata, o introducono meccanismi di efficienza energetica, attraverso la raccolta e l'elaborazione dei dati anche provenienti dalla sensoristica IoT di campo ( Energy Dashboarding ), oltre a sistemi per l'autoproduzione di energia rinnovabile, con eccezione delle biomasse. Procedura di accesso Le imprese devono presentare comunicazioni preventive e di conferma tramite la Piattaforma Informatica del GSE, utilizzando SPID. I termini per la presentazione delle comunicazioni di completamento dei progetti saranno stabiliti successivamente. La procedura per l’accesso all’agevolazione è subordinata alla presentazione di una certificazione «Ex ante» , attestante la riduzione dei consumi energetici conseguibile mediante gli investimenti progettati, ed una «Ex post» , comprovante l’effettiva realizzazione degli investimenti in conformità alla certificazione ex ante. Ruolo di Tera L’offerta di Tera risulta di fatto fra le più flessibili nel panorama italiano, consentendo di coprire le più ampie casisitiche, da sistemi chiavi in mano con servizi erogati su Cloud, fino alla semplice fornitura di IoT Edge Computers (le centraline di campo, fulcro elettronico sei sistemi di Energy Dashboarding) che si integrano agevolmente nei SW già in dotazione alle aziende (protocolli di comunicazione standard, sistemi operativi open, integrazione della lettura dei contatori elettrici fiscali, dispnibilità di API). Contattateci per approfondimenti inviando una mail a info@terasrl.it #SmartBuilding #IoT #Innovazione #EnergiaSostenibile #Tera #DigitalEnergy #EnergyEfficiency #EdgeComputers #smartmetering #chain2